| Le allergie e le intolleranze alimentari - Pagina 9 |
|
|
|
| Cucciolandia - Dispense di pediatria | ||||||||||||||
| Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra | ||||||||||||||
Pagina 9 di 12
Come si diagnostica la celiachia?
Gli anticorpi anti-endomisio (EMA) di classe IgA; Gli anticorpi anti-transglutaminasi tessutale (anti-tTG) di classe IgA; Possono anche essere ricercati gli anticorpi antigliadina e antireticolina. Mediante il cosìdetto "lavaggio digiunale", aspirazione, dopo lavaggio, del succo della prima parte dell'intestino, si possono ritrovare anticorpi specifici simil-celiaci costituiti da IgA e IgM anti-gliadina, IgM anti beta-lattoglobulina e IgM anti-ovalbumina. Si trovano anche cellule linfocitarie riconducibili a linfociti t attivati, responsabili dell'intolleranza alimentare. Nelle analisi allergologiche è bene sapere che alcuni tests non hanno valore assoluto. Quando alcune reazioni risultano positive si tratta, a volte, di false positività. Per contro, estremamente rare sono le false negatività, quindi un test negativo è da considerare attendibile.
Come prevenire e come curare dal punto di vista dietetico una allergia alimentare?
Bisogna escludere dalla dieta tutti i cibi in cui si possono trovare tracce anche minime dell'allergene incriminato. Bisogna fare attenzione agli alimenti "nascosti", non riportati in etichetta, e bisogna derogare il meno possibile, anzi mai. Le diete vanno protratte per mesi ma non a vita. Alla fine del periodo si reintroducono con estrema gradualità, uno alla volta, gli alimenti incriminati e si rivalutano le analisi allergologiche. I tests allergologici vanno effettuati ogni 6 mesi nei bambini e ogni anno negli adulti e, se la dieta da eliminazione ha funzionato, il soggetto presenterà, alla reintroduzione dell'alimento sospeso, una "tolleranza immunologia" anche duratura. La prevenzione dell'allergia alle proteine del latte vaccino, nei neonati e nei lattanti, si attua con l'allattamento al seno prolungato, anche oltre l'anno di vita e dovrebbe essere relativamente ritardata l'introduzione dei cibi solidi, in particolare uova, pesce e carni più allergizzanti come maiale, manzo e vitello. Essendo il feto capace di produrre immunoglobuline IgE già alla 11° settimana di età gestazionale, è bene che la madre che suppone di partorire un figlio a rischio di diventare allergico per famigliarità allergica si sottoponga a dieta restrittiva di alimenti allergizzanti già in gravidanza e soprattutto che non fumi e che non beva alcolici che sono ormai noti per essere cibi che favoriscono la tendenza all'allergia anche senza essere direttamente responsabili di allergie. Nei neonati che non possono avvalersi di latte materno si utilizzano latti ipoallergenici a base di idrolisati proteici delle proteine del latte vaccino: proteine scisse in composti elementari, in aminoacidi, senza potere allergizzante. In alternativa si utilizza, anche se malvolentieri, il latte di soia. Nei casi di allergia molto spinta si utilizzano preparati per diete elementari. Al momento dell'introduzione del formaggio nella dieta si può utilizzare il tofu, o formaggio di soia. Nei casi di grave allergia alle proteine dell'uovo, oltre ad una rigorosa dieta da eliminazione, bisogna fare attenzione ad alcuni vaccini contro malattie virali coltivati su embrioni di pollo: vaccino antinfluenzale, antimorbillo e antiparotite, antifebbre gialla e antirabbica, ma il rischio che essi possano scatenare una reazione allergica sono attualmente minimi. Nei casi di allergia ai cereali, se si tratta di allergia al frumento bisogna, ovviamente, escludere tutti gli alimenti preparati con farina di grano sostituendoli con farine di riso, mais o segale. Gli adulti devono ricordarsi che piccole quantità di grano si trovano anche nel whisky, nella birra, nel caffè solubile, nel tè solubile e nelle salse e sughi confezionati. I soggetti allergici a frutti o verdure devono fare attenzione alle frequenti reazioni crociate con certi pollini. I soggetti con allergie da contatto a certi metalli come il nichel o al lattice devono fare attenzione alle probabili allergie da inalazione degli stessi allergeni. E' inoltre indispensabile la stretta collaborazione con le industrie alimentari per uno sforzo di trasparenza sulle etichette e di genuinità dei prodotti messi sul mercato. Un problema di difficile soluzione è infatti quello degli alimenti occulti. Vanno poi incrementate e rese pubbliche le liste di tutti gli alimenti non contenenti determinate sostanze allergizzanti, in modo da rendere meno arduo il compito che ora grava quasi esclusivamente sul soggetto allergico. |