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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Il sonno dei bambini PDF Stampa E-mail
Cucciolandia - Dispense di pediatria
Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra   
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Il sonno dei bambini
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Per capire le caratteristiche del sonno dei bambini anche molto piccoli e le sue differenze in base all'età è necessario conoscere il sonno dei bambini più grandi, all'età in cui diventa sovrapponibile a quello di un adulto.

Il sonno di un adulto e di un bambino ormai grande è caratterizzato da 5 fasi distinte che corrispondono ad altrettanti tracciati elettroencefalografici caratteristici: le prime 4, contraddistinte da un numero progressivo da 1 a 4, sono dette fasi "non REM", dove con la sigla REM, dall'inglese "rapid eyes mouvements", si intende una fase durante la quale il soggetto sogna e muove rapidamente i bulbi oculari in senso orizzontale anche ad occhi chiusi. Pertanto, le prime 4 fasi non sono caratterizzate dai sogni, mentre la 5°, detta appunto fase REM, si.

Nel corso della notte, questi cinque stadi o fasi, si susseguono in maniera ciclica. Ogni ciclo, sempre nell'adulto, dura circa 70-90 minuti, sicché un sonno notturno di 6-7 ore vedrà il susseguirsi di almeno 4 o 6 cicli completi.

Gli stadi 1 e 2 della fase non-REM sono caratterizzati da un sonno leggero (stadio 1=addormentamento, stadio 2=sonno leggero), gli stadi 3 e 4 sono caratterizzati da sonno sempre più profondo. Nella prima parte della notte, nelle prime 3-4 ore, prevalgono le fasi 3 e 4, cioè, subito dopo l'addormentamento, si piomba, di solito, in un sonno molto profondo, mentre nelle ore successive prevalgono via via sempre più le fasi 1 e 2 e le fasi REM: si sogna, cioè, soprattutto nella seconda parte della notte e i sogni si alternano con fasi di sonno leggero durante il quale i risvegli sono più facili.

Il sonno non-REM è quello più vicino alla concezione comune di sonno: si tratta di un sonno tranquillo e molto ristoratore: è esperienza comune, infatti, che quando si va a dormire molto tardi, anche se complessivamente, risvegliandosi più tardi, le ore disonno sono state le stesse, non ci si sente riposati come quando si va a dormire prima. Durante il sonno non-REM si giace tranquilli nel letto con battito cardiaco regolare, piuttosto lento e respiro regolare. Il sogno è assente o quasi anche se nelle fasi 1 o 2 alcuni processi mentali possono continuare. Nel sonno REM, invece, fondamentalmente, si sogna.

Nei primissimi mesi di vita, le prime 4 fasi del sonno non-REM non sono ancora molto ben definite e il bimbopiccolo, con facilità, passa dallo stato di veglia a quello di sogno senza raggiungere lo stadio di sonno profondo e tranquillo. Ma dopo il 3° mese, disolito, si possono individuare abbastanza bene le fasi di addormentamento e di sonno via via più profondo anche solo con il comportamento del bambino, senza bisogno di ricorrere all'elettroencefalogramma.

Lo stadio 1 è il momento della sonnolenza e delle palpebre pesanti: tutti lo abbiamo sperimentato, magari intreno o durante un film o una conferenza noiosa. Si perdono allora alcune frasi degli attori ma ci si può svegliare con facilità, magari al richiamo del controllore o quando la testa cade bruscamente in avanti. Se ci svegliamo inquesta fase possiamo avere ancora qualche ricordo di quanto succedeva attorno a noi al momento dell'addormentamento oppure di quanto stavamo pensando ad occhi chiusi o nel primo abbozzo di sogno, solo immagini fugaci, però, sensazioni, non una trama da poter raccontare. Nel passaggio dalla fase 1 a quelle successive compaiono spesso le cosìddette "scosse ipnagogiche", scatti degli arti rapidi ed improvvisi che possono anche essere generalizzati e risvegliare il soggetto. Dopo pochi minuti si entra nella fase 2 dove è ancora facile essere risvegliati, poi nella fase 3 che dura all'incirca 10 minuti e infine nella fase 4 di sonno profondo. Solo allora il respiro si fa lento e stabile e la frequenza cardiaca si riduce. Molti soggetti, adulti o bambini, in questa fase sudano abbondantemente e tutti hanno grosse difficoltà a risvegliarsi. È in questa fase che possono comparire i terrori notturni in alcuni bambini, così come molti altri disturbi del sonno compresa l'enuresi.



 

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