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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

23 ottobre - Domiciliare PDF Stampa E-mail
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Scritto da barbara basso   
Ho finito ieri sera a mezzanotte di mettere le tende, la casa è presentabile!

L'assistente sociale è una persona cordiale, si siede e inizia una lunga e dettagliata anamnesi delle nostre famiglie d'origine e della nostra vita precedente: genitori, nonni, fratelli, date, scuole, occupazioni passate, traslochi, tutto viene annotato.
Si passa poi all'analisi del presente: abitudini, gestione famigliare, interessi, hobby, lavoro, tempo libero, Anna e Daniel.
Alcuni approfondimenti sul bambino, l'età, il rischio giuridico, i problemi sanitari, l'etnia...

Insiste parecchio sull'etnia: siamo davvero disponibili ad accogliere un bimbo con caratteristiche somatiche diverse dalla media di chi ci sta attorno? Cosa pensiamo dell'eventualità di un bimbo di colore?
Io davvero non riesco a vederlo come un problema, ma evidentemente per alcuni lo è (mi lascia allibita sentire di una bimba neonata il cui abbinamento è stato rifiutato da 20 - venti! - coppie, perché visibilmente "straniera". Episodio successo quattro anni fa, non quaranta, qui, in una zona decisamente multietnica in quanto a composizione della popolazione).

Ci sono state alcune cose che avremmo potuto dire meglio, o approfondire, ma nell'emozione e nella fatica dell'incontro qualcosa si dimentica sempre. Cercherò di riprenderle al prossimo incontro.

Dopo i miei millemila sforzi per pulire-ordinare-sistemare-decorare casa, con José che diceva "ma lascia in giro qualcosa, che così sembra finto" (a una casa in ordine non siamo proprio abituati!), l'unico commento dell'assistente sociale è stato: "Ma com'è tutto bello colorato! Non come le case che vedo di solito, tutte perfette e ordinate! D'altronde, si sa, con i bambini..."

Tra due settimane torna, con anche la psicologa, per conoscere i bambini.
Resisterà la casa presentabile per due settimane?

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