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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Dal Nido all\'Università
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A Berlino l'asilo nel bosco PDF Stampa E-mail
Cucciolandia
Scritto da Valentina   
asilobosco.jpg In Italia scarseggiano le strutture per bambini.
Questo è oramai un fatto noto a molte di noi mamme lavoratrici che dopo improbabili trafile burocratiche, lunghi periodi di attesa, liste infinite da compilare, ci ritroviamo sempre più spesso col chiederci a chi affidare i nostri figli quando dobbiamo andare a lavorare.
E poi ci si dice che siamo quelle con meno voglia di lavorare di Europa.
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Un'educatrice da educare PDF Stampa E-mail
Cucciolandia
Scritto da Cristina Visentin   

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Oggi voglio portarvi con me in un posto speciale, un mondo piccolo piccolo, ma grande grande. La scuola, ahimé, non la posso descrivere con gli occhi di un bambino: la mia poca esperienza non mi consente ancora una tale empatia.
Posso provare a raccontarvela con i miei occhi, quelli di una mamma che mai avrebbe immaginato di finire in un posto così: un posto affollato, rumoroso, un posto dove tutte le emozioni sono amplificate.
Vi racconto tutte le cose che mi hanno sempre colpita, soprattutto all'inizio, perché credo che ognuna di noi si sia chiesta almeno qualche volta cosa facciano i nostri figli a scuola.

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Crisi da nido PDF Stampa E-mail
Cucciolandia
Scritto da Lela Porta   

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La prima settimana di inserimento è andata benone.

Quando io ero presente Lucas non mi considerava quasi per niente, giusto ogni tanto veniva a farmi vedere un gioco particolarmente interessante, per il resto preferiva esplorare l'ambiente, o osservare gli altri dalla sua postazione preferita, in cima allo scivolo; quando me ne andavo piangeva 30 secondi (prima che io arrivassi in fondo al salone aveva già smesso) e quando andavo a riprenderlo lo trovavo a giocare tranquillo, mi faceva un sorriso e riprendeva a giocare.

Ne ero contentissima, non sono mai stata "gelosa" dei miei bambini e speravo che la crisi che inevitabilmente sarebbe arrivata sarebbe stata leggera...

Oggi invece è il 4° giorno che lo lascio disperato.

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