Il travaglio

da . 22 ottobre 2007

CorsoPreParto Per convenienza, si usa descrivere il travaglio come una sequenza suddivisa in tre periodi.

La dilatazione della cervice e l’apertura del collo dell’utero costituiscono il primo periodo. Vi è poi il periodo espulsivo, quando il bambino esce dal corpo materno, mentre il secondamento, ovvero l’espulsione della placenta, rappresenta il terzo periodo.
Teoricamente, il travaglio inizia quando la cervice inizia a dilatarsi e questo evento può manifestarsi in molti modi: con la comparsa di una prima perdita di muco rosato striato di sangue, corrispondente alla espulsione del tappo cervicale (la quale però può avvenire anche giorni prima dell’inizio del travaglio); a volte si verifica per prima cosa la rottura delle membrane con perdita delle acque (ma questo non è una garanzia di vero inizio del travaglio); potreste sentire un dolore sordo e persistente alla schiena, dovuto a piccole contrazioni uterine; potreste avere diarrea, poichè l’intestino tende a svuotarsi prima che inizi il travaglio; potreste sentirvi molto deboli e piene di brividi. 

Il segno che più sicuramente annuncia l’inizio del travaglio è rappresentato dalle contrazioni uterine. Queste saranno più intense di quelle pre-travaglio e più vicine (almeno ogni 5 minuti) e potranno essere avvertite come dolore alla parte bassa dell’addome oppure nella zona lombo sacrale della schiena e/o all’interno delle cosce con irradiazione alle gambe.

Dunque, quando dilatazione della cervice e contrazioni uterine, intense e vicine, si associano, è iniziato il travaglio. Sostanzialmente, le contrazioni non sono uguali per tutte le donne né per quanto riguarda l’intervallo né per la durata né per l’intensità percepita (che non dipende da contrazioni più o meno dolorose ma dalla capacità della donna di sopportare il dolore). Il modo di percepire le contrazioni varia da donna a donna e anche da un parto all’altro per la stessa donna. Ecco un motivo per cui non bisogna farsi condizionare dalle esperienze raccontate da altre donne.

Per effetto delle contrazioni, che stirano il segmento uterino inferiore verso l’alto, prima il collo dell’utero si appiana e poi si dilata la cervice. Ogni contrazione ha un andamento simile a quello di un’onda che si infrange su una spiaggia: inizia piano e poi aumenta di intensità fino a raggiungere il punto massimo (o picco) per poi decrescere di nuovo. Il picco di massima intensità dolorosa dura solo 6-10 secondi. Con il progredire del travaglio, le contrazioni diventano sempre più forti e le pause tra una e l’altra, più brevi.
Generalmente, le contrazioni del travaglio richiedono tutta la vostra attenzione.

Le sensazioni del travaglio

Il parto è un evento molto particolare nella vita sessuale di una donna, è un periodo di trasformazione: la donna diventa madre. Durante il travaglio, il grembo si apre completamente e la donna vive una trasformazione anche nel proprio normale stato di coscienza. Il tempo assume una dimensione del tutto nuova e tutto sembra svolgersi in un altro mondo.

Il parto è un’esperienza emozionale profonda che comporta una regressione alle sensazioni più intime, semplici e primitive. Esiste forse un ricordo inconscio della propria vita intrauterina, della propria esperienza di venire al mondo, di se stesse come essere indifeso; ma allo stesso tempo, la donna è agli albori della nuova consapevolezza di essere madre e vive una comunione molto intima con se stessa, con il proprio corpo e con il bambino che ha in grembo.

Il ventre è la sede delle sensazioni più profonde.
Avrete, in un certo senso, il bisogno di perdere il controllo, di abbandonarvi fiduciose al processo della nascita, che si svolge naturalmente. Avrete bisogno di allontanarvi dalla vostra mente, da tutto quello che sapete e lasciare che succeda ciò che deve succedere. E’ questo il momento di guardare in voi stesse, di abbandonarvi all’ignoto, di non pensare a quel che dovrà succedere più tardi, ma di cogliere e godere ciò che accade attimo per attimo, lasciando che il corpo segua i propri ritmi naturali e spontanei, la sola cosa da fare, infatti,  è non opporsi e lasciare che tutto accada.

Probabilmente, durante il travaglio, sperimenterete sensazioni intense di ogni tipo, dalla disperazione all’estasi, dalla debolezza al coraggio e alla forza, dall’impressione di essere esauste al piacere di sentirsi incredibilmente forti e piene di energia. Ci saranno momenti di malessere fisico consistente (nausea e vomito), ma se saprete non opporvi e lasciarvi svuotare questi passeranno subito e seguiranno momenti di sollievo.


Il vomito in travaglio aiuta a liberarsi dall’ansia e dalla tensione. Nel parto tutto si svuota e non deve sorprendervi che anche il vostro stomaco e il vostro intestino tendano a svuotarsi in questo momento (quindi, non allarmatevi se sentirete di fare cacca e pipì o se vorrete correre ad abbracciare il water).

I dolori del parto hanno una cattiva reputazione: come vi dirà qualsiasi madre “partorire fa male”.
E’ senz’altro un atteggiamento realistico aspettarsi di sentire dolore, anche se, alla fine, potreste scoprire di essere una di quelle poche fortunate (ma nemmeno tanto poche) che scoprono di avere la soglia del dolore alta. Il dolore delle contrazioni è molto intenso solo durante il picco della contrazione e poi decresce verso il periodo di pausa. La pausa è il periodo di calma assoluta che permette sia alla madre di rilassarsi e riposarsi, sia al bambino di ricevere ossigeno dagli scambi placentari (che vengono interrotti durante la contrazione). La pausa è un preziosissimo momento, da sfruttare nel migliore dei modi: è grazie ad essa che la donna può sopportare un travaglio lungo senza esaurire le sue riserve di energia ed il suo ottimismo.

Per esperienza personale, ho vissuto la situazione in cui non vi è alcuna pausa tra una contrazione e l’altra: è decisamente estenuante! Se vi doveste ritrovare in una situazione simile, insistete per essere messe in vasca (se avete effettuato gli esami necessari) e continuare lì il travaglio finché è possibile: in questo modo, le contrazioni si distanzieranno, permettendovi di riposare e, probabilmente, vi sbrigherete molto prima. Io sono persino riuscita a dormire !

Molte donne descrivono la contrazione come un dolore “positivo” e creativo e provano una sensazione di piacere nelle pause fra una contrazione e l’altra. Una delle cause principali che accentua inutilmente i dolori del travaglio è la posizione supina. In questa posizione siete come un maggiolino rovesciato, incapace di difendersi: oltretutto è dannoso anche per il feto. Durante il mio primo parto (12 anni fa), le ostetriche mi costrinsero a rimanere sdraiata nel letto. E’ stata la cosa più orribile che potessi fare. In quella posizione, i dolori erano soprattutto alla schiena e ad ogni contrazione, mi inarcavo come per fare il ponte: oggi ne porto ancora le conseguenze. Cercate, quindi, una posizione in cui starete più comode perché solo voi potete sapere qual è la posizione più “comoda” per voi.

Altre posizioni, come quella carponi, accovacciata, seduta, hanno un effetto benefico e vi possono aiutare ad entrare in sintonia con ciò che sta succedendo dentro di voi.

 


Il travaglio ultima modifica: 2007-10-22T09:10:57+00:00 da admin

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