| Lo sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita - Pagina 2 |
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| Cucciolandia - Cuccioli: istruzioni per l\'uso | ||||
| Scritto da Chiara Rizzello - Educatrice professionale | ||||
Pagina 2 di 2 Sesto e ottavo mese
A sei mesi l'obiettivo motorio principale diventa la posizione seduta,
che viene di solito raggiunta entro l'ottavo mese attraverso una serie
di fasi di approssimazione successiva: dapprima il bambino riesce a
stare seduto se appoggiato, con una lieve incurvatura della spina
dorsale e sostenuto dall'appoggio delle mani.
In questo modo le mani non sono libere per poter afferrare e raggiungere oggetti e persone, per cui il bimbo è motivato a liberarne dapprima una e poi entrambe. È necessario che, in ciascuna posizione raggiunta, il bimbo riesca a liberare le mani, che sono lo strumento privilegiato per esplorare l'ambiente: la mano diventa strumento di conoscenza. Il bimbo afferra prima "a rastrello" (senza opposizione del pollice) e poi "a pinza" (con opposizione del pollice) solo verso il decimo mese. Quando riesce in questo obiettivo, passa lunghi periodi a studiare gli oggetti che manipola, a passarli da una mano all'altra e a scagliarli a terra, lontano da sé per poi desiderarli nuovamente. Sempre in questo periodo egli impara a distinguere non solo il volto materno ma anche quello paterno e delle persone familiari e cerca di attirare l'attenzione degli adulti con i mezzi a sua disposizione: urla, pianto, primi tentativi di lallazione in risposta alla voce umana. Un bambino di otto mesi è tonico, interessato all'ambiente e alle persone, sa porsi in relazione in maniera rudimentale ma continua, reagisce a suoni, voci. In posizione seduta è eretto e manipola gli oggetti. Dimostra inoltre preferenze per alcuni oggetti rispetto ad altri. Nono e decimo mese I tentativi di trasferire il carico da un lato all'altro del corpo agevolano la capacità di muoversi in modo autonomo se posto in terra. Le modalità di spostamento sono le più variegate: alcuni bambini strisciano proni (a pancia in giù), altri da seduti si muovono spostando le gambe e strisciando i glutei a terra, altri rotolano. Ma la posizione più classica di questo periodo è quella quadrupedica: il bimbo "gattona" e si sposta anche molto velocemente nell'ambiente. Non tutti i bimbi amano gattonare, però: alcuni passano dalla posizione statica seduta a quella statica in piedi, appoggiando gli arti superiori a un supporto e sollevandosi. Da questa posizione è possibile iniziare a "bordeggiare" ovvero a camminare appoggiando le mani e spostandole progressivamente. Con la posizione quadrupedica e ancor più con quella eretta si sviluppano le competenze legate all'equilibrio e alla coordinazione nella marcia. Riuscendo a spostarsi e soprattutto con la prospettiva eretta, il bambino acquista una nuova rappresentazione mentale dello spazio che lo circonda e di se stesso nello spazio. Un altro importante traguardo del periodo è la comparsa della gestualità "semantica" e l'espressione più comune è il "ciao" con la manina. Il bambino utilizza le mani per esprimere un significato e questo è il primo tentativo di comunicazione consapevole e simile al linguaggio verbale. Alle soglie dell'anno
Una volta che il bambino riesce a stare in piedi da solo, può
utilizzare gli arti superiori per esplorare l'ambiente e afferrare gli
oggetti circostanti.
La prima marcia autonoma è caratterizzata inizialmente da una posizione caratteristica, con tronco "antiflesso" (flesso all'indietro), arti superiori in avanti, gomiti piegati e mani aperte. Per questa sua caratteristica è chiamata "Cammino a guardia alta". Per mantenere l'equilibrio precario alcuni bambini camminano molto velocemente, altri invece scelgono l'estrema lentezza. Verso i dodici mesi si può assistere ai primi tentativi di autonomia d'azione quotidiana: il bambino prova a bere e a mangiare da solo, collabora quando lo vestono, manipola i suoi giochi in modo corretto e li ruota per osservarli. Usa in modo indifferente l'una o l'altra mano ma in alcuni casi può già mostrare la preferenza per una delle due. A dodici mesi si struttura la visione "stereoscopica" con la percezione della profondità e stima della distanza, che gli è utile sia nella marcia che per raggiungere gli oggetti. Sempre a quest'età avviene il riconoscimento del primo nome e con esso il bambino entra nell'affascinante mondo della comunicazione verbale simbolica: il linguaggio umano. Conclusioni A conclusione di questo breve excursus sullo sviluppo psicomotorio nel primo anno di vita del bambino, è utile ricordare i principali indici di normalità nello sviluppo:
Sebbene esista forte variabilità di tempi e modi e ciascun bambino
presenti modalità proprie legate anche alla personalità individuale,
deve essere evidente o evidenziabile in ciascuno una forte spinta
all'azione e alla risposta, un interesse agli oggetti, alle persone,
all'ambiente e tentativi di sperimentare in autonomia.
Bibliografia
Maurizio De Negri, Neuropsicopatologia dello sviluppo, ed. Piccin, Padova, 1999.
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