25 agosto


giardino20botanico20002.jpgLa nostra vita procede veloce e lenta nello stesso tempo. Mi sembra di stare qui da poco e invece sono passati 3 mesi.
Ogni volta che attraverso il ponte di sera, non riesco a trattenere l’ammirazione e il sospiro, mancano poche settimane al nostro rientro, non lo rivedrò più.

Ogni mattina andiamo ad un parco, immenso, pieno di verde, ombra e di panchine di legno, nessuna delle quali divelta (…) , piena di giochini colorati, di giostre, gonfiabili, sabbia per scavare, nessun recinto, nessuna palizzata eppure nessuna cartaccia, nessun cane o regalino di cane a invadere gli spazi dei bambini.
Passiamo da una pekara prima di arrivare a destinazione, compriamo rustici per due euro scarsi e usciamo con una busta di leccornie per il nostro pic-nic al parco.
Portiamo da casa, pane duro per i piccioni e le cornacchie, o come le chiama Sara, "pernacchie".
I dieci minuti ai gonfiabili diventano mezz’ore, ormai siamo clienti affezionate, chiudono un occhio.
Un giro sulla mini ruota panoramica qualche scambio con i bambini serbi, potere della globalizzazione delle Winx.
Pranzo, gelato al chioschetto, "Domani mamma facciamo il giro sui cavalli?" "Sì amore, domani.
Ma non ti mancherà questo posto quando torneremo a Roma, Sofi?"- " Veramente, mamma, mi manca Roma."
A me invece mancherà un sacco. Quasi vorrei prolungare la permanenza. Qui Pietro è diventato una certezza, qui Sofia ha scoperto di amare la danza, qui Sara ha creato con sua sorella un rapporto esclusivo ed è diventata aperta e gioiosa, qui il papà è tornato ad essere un impiegato che alle cinque del pomeriggio torna a casa a godere della sua famiglia.
Tornare a Roma ad arrabbattarmi con l’euro sempre più infingardo, irritarmi con i tempi lunghi del traffico che ci sottraggono il papà, rinchiudermi nel parchetto della chiesa, l’unico al sicuro da malviventi e cani, non mi attira neanche un po’.

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