Stella Marina


 

 

stella marinaMentre l’ascolto si muove appena, o forse no, forse si alza e si abbassa al mio respirare, per quanto piano tenti di farlo. Ma non cade, non si sposta, rimane ancorata con una forza surreale. Eppure è senza peso: poggia leggera ma brulica vita. A volte, quando mi concentro e annullo tutto il resto, sembra quasi di riuscire ad afferrarne il contatto tiepido, morbidissimo, come di velluto sottile, ma scivola via subito, non distinguo più il tocco e torniamo a fonderci, a respirare unite. Allora la osservo con gli occhi, quella manina perfetta, una stella marina attaccata al mio seno: non stringe, non afferra, si accontenta di adagiarcisi lievissima ma presente, piccola ma dilagante calore. Spesso ne percorro i dettagli con l’indice, sentendo le pieghe minuscole lisciarsi ad ogni carezza; oppure ci infilo un dito dentro, risvegliandola. Allora la stella stiracchia le sue punte, che dondolano appena nell’aria, quasi incredule, poi si chiude sicura attorno al mio dito, e torna ad abbandonarsi quieta e silenziosa, segretamente viva.

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