C’era una volta


svezzamentoC’era una volta una giovane ragazza desiderosa di diventare mamma, che essere mamma era bello.

Tutto era chiaro, semplice: un taglio cesareo per non snaturare il suo corpo, un buon biberon per allattarlo, perché l’amore al bambino passasse dalle braccia di tutti, un bel lettino soffice e caldo in cui far dormire tutta la notte il bambino, uno svezzamento con deliziose pappine preparate con amore, a tavola tutti insieme fino a che non si è finito, la TV spenta che a tavola si parla tra noi.

Tutto era semplice, bastava impostare bene le cose fin dall’inizio e tutto sarebbe andato benissimo.

Continuo? Chi mi ha conosciuta “prima” sa chi ero e cosa volevo fare quando sarei diventata mamma. Poi il destino ha voluto che quel figlio non arrivasse subito e la permanenza su NoiMamme era legata alla lettura delle altre mamme. In quelle mamme c’era molto poco della mamma che avrei voluto essere. Ricordo con grande commozione Rie che, proprio nei giorni in cui rimanevo incinta, mi mandava dei messaggi privati per raccontarmi del suo allattamento, con una delicatezza imbarazzante. Ricordo Sheireh che, con altrettanta delicatezza, mi chiedeva solo le motivazioni della mia scelta sul cesareo, senza alcuna pretesa di farmi cambiare idea. Ricordo Cos che, con il suo libro, mi aveva aperto un mondo e stimolato infinita curiosità. Ricordo Lenina con cui non mi ero mai direttamente rapportata, ma che alla fine leggevo quasi con avidità. Era iniziata la trasformazione.

Qualche mese dopo nasce, con taglio cesareo, il bimbo più bello che potessi immaginare. Con lui è nata una nuova mamma.

Non c’è stato giorno in cui non mi sia chiesta se stessi agendo per il suo bene o per una mia convinzione. Questo bimbo bellissimo mi ha messo a dura prova, due anni di notti non dormite, con picchi orribili da ricordare, miei fantasmi da sconfiggere.

Ho guardato quel bimbo e ho visto la mia persona adeguarsi a lui, a un bimbo così indipendente e autonomo non ero preparata, non è stato facile capire come farlo stare bene nelle sue richieste pressanti che però spesso escludevano la mia persona. Adesso, quando vacillo e l’istinto tende a prendere il sopravvento, ho la fortuna di avere accanto qualcuno che mi ricorda che il bambino è lui e che c’è una chiave di lettura a tutto.

Oggi sono una mamma che supplica il bimbo, oramai già così grande, di farsi fare un po’ di coccole, che un po’ mi spiace che questo bimbo abbia imparato a dormire bene la notte, perché mi manca non poterlo avere nel mio letto e annusarlo nella guancia, sentirlo adagiarsi al mio corpo e diventare una cosa sola con lui, la sua testa sotto il mio mento e le sue gambe rannicchiate nella mia pancia.

Oggi sono una mamma felice di non aver dato il biberon, che la colazione al mattino è bella. Stamattina ha voluto fare colazione in braccio alla mamma, lui spezzava i biscotti e li buttava nel latte, io raccoglievo col cucchiaino e lo imboccavo. Sì, ha quasi 29 mesi. sì, è un vizio. Ma che altri vizi hanno questi figli che si accontentano di ritagli di ore delle mamme troppo impegnate?

Adoro alzarmi al mattino prima di lui, metodicamente preparare la colazione, la tavola, accendere le luci giuste, la musica bassa e andare a svegliarlo, raccontandogli cosa gli ho preparato di buono. Oggi sono una mamma che si accontenta delle piccole coccole (ma finalmente le accetta!), di morsi trasformati in baci, di un dischetto di cotone con latte detergente con cui lui mi pulisce la faccia al mattino, dell’abbraccio dato prima di farsi l’unica ciucciata di tutto il giorno e dell’abbraccio dato, da addormentato, mentre dal nostro divano lo sposto nel lettino, quel lettino in cui adesso rimane immobile per ore.

Non è stato facile diventare la tua mamma e so già che ci saranno prove nuove da affrontare, ma non posso nascondere il mio orgoglio ad avere un bimbo come te, adorabile a detta delle maestre, sorprendente a detta di mamma e papà. Ce la faremo piccolo mio, io a diventare una mamma migliore e tu un bimbo meno bimbo.

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