Sulla puppa


breastfeeding.gifSi cresce, porcacciamiseria.
Il Nano è grande. A parte il fatto che è una stanga lunga e magra come la fame, è proprio grande. Sale le scale e le scende con estrema disinvoltura, mangia da solo senza sporcarsi neanche troppo e soprattutto corre. Ieri sera ha corso per un chilometro circa sul lungomare, roba che sia io che il Gig avevamo un metro e mezzo di lingua che strofinava per terra, facendo una sola pausa per abbracciare un malcapitato setter.
È davvero un bimbo grande. Mi domando come sia potuto succedere, acciderba.

Qualcuno giustamente, alla veneranda età di un anno, nove mesi e cinque giorni, mi fa notare che non è poi così necessario togliersi il reggiseno in pubblico per allattarlo. Effettivamente mi trova concorde, anche perché non sono una fanatica del nudismo e dell’atto osceno in luogo pubblico.
Sempre quel qualcuno (leggasi a turno amica di famiglia, cugina della zia di una mia parente, maestrina del nido, persino la moglie del mio biciclettaio), di fronte alle scene di nudismo a cui il Nano mi costringe mio malgrado e alla mia espressione di donna distrutta e rassegnata, mi elargisce preziosi consigli su come concludere felicemente l’allattamento. Stranamente, sono tutti capezzologi. Secondo gli accreditatissimi scienziati di cui sopra, il problema non è l’attaccamento al rituale della suzione e il fatto che il seno materno rappresenti il primo legame col mondo. Il problema è il capezzolo. Se si eliminano i capezzoli o si interviene su di essi in maniera meccanica, come per magia l’allattamento si conclude da solo. Facile, vero? Che imbecille, non ci avevo proprio pensato.
Suggerimento light: "Digli che hai la puppa malata!" Giusto. Tanto è scemo.
Suggerimento un po’ meno light: "Cospargiti i capezzoli di cioccolato amaro!" Ma perché non direttamente una SacherTorte, mi domando, che così è contento anche il Gig.
Suggerimento sadico light: "Vedrai che se cominciate ad andare al mare e a fare il bagno, il Nano sente il gusto del sale e si stacca da solo". Che dire? Geniale. Ma un momento, come mai di fronte al panino col salame del babbo non si è tirato indietro orripilato ma ha continuato imperterrito a mangiarselo?
Suggerimento sadico un po’ meno light: "Cospargiti i capezzoli di aloe vera. La mia figliolina, dopo che ha provato il gusto dell’aloe, alla vista del un reggiseno già si metteva a piangere!" Assolutamente geniale. Grazie, moglie del biciclettaio!
Suggerimento strampalato: "Mandalo in ferie una settimana coi nonni! Così quando torna non se ne ricorda più". Va bene, mi potrebbe pure andare. Ma poi il conto dello psichiatra chi me lo paga?

A volte si sfiora la follia. Nonna Ansia, rimestando col forchettone nella pentola della pasta, mi riporta col suo solito tono ansiogeno e perentorio il seguente aneddoto.
"La Luisa (che è una sua amica citata perennemente ad esempio del cosanonsidevefare, ed è l’antagonista della Marcella, che invece è quella brava che ha sempre la casa in ordine e il figlio oculista), non essendo riuscita a togliere in tempo la puppa al suo figliolo, si è ritrovata con lui che la prendeva ancora a 11 anni! Tutti i suoi amici lo prendevano in giro, era lo zimbello della scuola e guarda che fine ha fatto: non si è diplomato, e va a fare la raccolta dei pomodori in mezzo agli extracomunitari! Adesso è il momento: sfodera la grinta, opponiti al suo volere, traumatizzalo se è necessario, ma non fare di lui uno smidollato pipilone! Adesso è il momento in cui deve diventare UOMO."
Ecco. Io adesso devo scovare un sistema per mentire al resto del mondo. Devo dire che l’allattamento è concluso e che il Nano è un bambino grande, saggio ed equilibrato.
Comunque magari si stacca davvero, prima o poi.
Io non ce la faccio più, tra parentesi.

 

Brano tratto da "Tachipirinha: cronache Lupine"  http://tachipirinha.blogspot.com/

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