La mia nuova vita


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Non avete idea dell’inferno, del delirio pomeridiano per questo cazzo di compiti.
Iniziavo ad urlare alle 15, con Giorgia attaccata ad una tetta. Alle 16 Bea ancora non aveva combinato niente, o giusto fatto qualcosa di semplice tipo matematica. Alle 17 con mio ausilio finalmente si finisce anche italiano, o quando c’è inglese. Nel frattempo Giorgia è sveglia e per seguire Bea abbandono lei che o pasticcia muri, letti, armadi, scrivanie, divani, cuscini (troppo semplice pasticciare fogli) oppure svuota tutti i cassetti – gli ultimi rimasti non chiusi a chiave, semplicemente perché non hanno una serratura.

Mentre loro fanno merenda io sistemo il casino.

Alle 17.30 si riparte con scienze, oppure geografia, oppure storia, a seconda dell’orario del giorno successivo… e in contemporanea si riparte con svuotamento cassetti o pittura muri, mobili, tappezzeria.

Se io mi allontano il potere occulto prende il sopravvento: le due sorelle unite si trasformano in demoni e si impadroniscono della natura, l’aria sotto il loro potere inizia vorticosamente a muoversi, creando degli enormi tornado che sconquassano la casa. Non c’è altra spiegazione davanti allo spettacolo della cameretta ridotta in macerie che trovo al mio ritorno.

In quel preciso momento iniziano le urla, le mie urla, che andranno a sconquassare, con uguale potenza del tornado demoniaco, le orecchie di tutto il vicinato, entreranno nei timpani di tutti gli organismi viventi compresi quelli non dotati di trombe di eustachio.

Come d’incanto il culo di Beatrice tornerà a posizionarsi sulla sedia della scrivania, per poi rialzarsi nel momento esatto in cui io mi allontanerò di nuovo.
Di nuovo passerà il tornado, di nuovo ci saranno le urla, di nuovo culo sulla sedia, di nuovo scatto del culo che si stacca dalla sedia non appena volto l’angolo, di nuovo le due eolo in azione, di nuovo urla terrificanti… Questo fino a quando alle 19 mio marito, tranquillo e rilassato dopo 5 ore di lavoro trascorse a giocare a farmville su Facebook, rincasa.

Marito fortunato compare nel momento del culo sulla sedia.
Marito mediamente fortunato compare nel momento del tornado.
Marito sfigatello compare nel momento post tromba d’aria e urla che gelano il sangue.
Marito sfigatissimo si ha quando la moglie Erinna si rivolge a lui ancora sulla porta con uguale potenza di voce.

Non mi consolava sentire amiche, mamme di compagnetti di Bea, nella stessa barca, perché loro hanno o mariti in casa il pomeriggio, o nonne o suocere che comunque ti permettono una vita diversa, tipo poter uscire il pomeriggio mollando il figliolo alunno davanti alla scrivania con il parente opzionale di turno.

IO NO!

Condannata a trascorrere tutti i pomeriggi della mia vita da ultra quarantenne in casa a causa dei compiti e di un culetto allergico alla sedia. Questo era diventato il mio destino!

Ah certo, a volte si usciva… magari per accompagnare questo culetto a danza. Così le urla del “faiiiii i compitiiiiiii” si mischiavano a quelle del “cambiatiiiii, sbrigatiiiiiiii”. Oppure al catechismo, sai che spasso! Oppure – sai che gioia – dal logopedista (pure gay)… wow!

Ma ieri ho dato un calcio a questo destino che pareva segnato, l’ho iscritta al doposcuola in un posto bellissimo, a pochi passi dal luogo di lavoro di mio marito. L’accompagnerà lui, la riandrà a prendere lui e quando lei tornerà a casa potrà pure unirsi con l’altro demone, potrà scatenare anche le tempeste di neve, tanto ha tutto il tempo a disposizione per risistemare lei personalmente, con le sue piccole, fragili manine accompagnate dai suoi uffaaaaaa, uffaaaaaa, visto che ormai i compiti li ha già fatti!

E poi finalmente libere usciremo tutte!

E quando mio marito tornerà a casa, anche per lui qualcosa cambierà, niente più tornadi, niente più urla post tornadi ma solo moglie Erinna che urla contro di lui… tanto qualcosa che non va IO la trovo sempre!

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