I rituali della nanna


5a89715f0b1ca394.jpgNon c’è niente da fare, per crescere sani, forti e cazzuti occorrono dei rituali, specie al momento del trapasso nel regno di Morfeo, cosa che tutte le mamme moderne ed abbonate a Essere mamma oggi sanno benissimo.
Da un po’ di tempo abbiamo anche noi i nostri rituali della buonanotte, come insegna il buon Estivill, amorevole medico senza figli e totalmente digiuno di come li si allevi. E noi gli crediamo ciecamente.

Il raggiungimento dell’ora fatidica della Santa Nanna coincide ingenere con funesti barcollamenti da parte del Nano, e con moltidiscorsi privi di senso in cui la creatura bella di mamma vaneggia susvariati argomenti rigorosamente non pertinenti con la nostra vitafamiliare, del tipo mamma, c’è un gaccone motto goscio, oppure metti le pette, mamma? babbo edde garradaddo cutelle, vitto?
Il livello di incomprensibilità delle frasi di solito è direttamenteproporzionale al sonno. Se sussiste ancora qualcosa di comprensibile,non si deve assolutamente procedere alla pigiamizzazione e al lavaggiodentale, in quanto il soggetto potrebbe non essere pronto e cominciarea dare di matto calpestandomi la faccia e battendo violentemente latesta contro il bandone della testata del letto.
Non appena il giusto livello di sonno viene raggiunto, il Nano vienecondotto nel vicino gabinetto, gli viene consegnato lo spazzolino dadenti già carico della giusta quantità di dentifricio, e lasciato a sestesso, perchè il vero maschio cazzuto i denti se li lava da sholo.E’ importante anche vigilare che il dentifricio non sia a portata dimano, per evitare lunghe scie tricolori e tubolari sul pavimento dicotto, che poi si toglie a bestemmie, gli anni passano e le mammeimbiancano.
Poi si procede allo strip tease, che introduce alla successivapigiamizzazione. L’operazione viene di solito eseguita dal Gig, cheintervalla l’operazione di vestizione con il salto del Nano, ladisciplina olimpica del futuro: il Nano viene sollevato verso l’alto avelocità folle, mentre il Gig si procura bicipiti e tricipiti alla LouFerrigno, senza dover pagare l’abbonamento a qualche palestra dellazona e soprattutto senza dover sottostare all’umiliante rituale delladoccia collettiva.
Dopodichè, si dorme.
Arriva la mamma, che nel frattempo si è messa comoda con pigiamaanticoncezionale o camicia da notte antistupro, ci si infila sotto lecoperte e si procede all’addormentamento.
L’addormentamento può sopraggiungere in due maniere: a secco (ovvero insilenzio perfetto, il mio metodo preferito perchè così posso dedicarmialla lettura), a messa parlata (ovvero con favola, e rigorosamentepartorita dalla fantasia della mamma, che quelle preconfezionate nonpiacciono. Per ora abbiamo Le avventure di Chicco Cacco e La storia del Cane Tippe e ci bastano), o la temutissima messa cantata.
Se capita la serata della messa cantata, son dolori.
"Mamma, canta"
"Cosa devo cantare, tesoro santo della mamma?"
"Mamma, canta"
"Puoi darmi un indizio?"
"Canta!"
"… Pippi pippi piiiiippi, che nome fa un po’ rid…"
"NO! Canta!"
"… nella cantina di un palazz.."
"NO, MAMMA, CHELLA NOO!"
"Amore, ti prego, dammi almeno un’indicazione, fai mmmmmmh e fammi almeno capire che melodia è?"
"Pippa!"
"Amore santo di mamma, la pippa è qui!"
"No, chella pippa!"
"La pippa c’è, è sempre qui, non si è mai mossa"
"NOO, CHELLA DELLA PIPPAA!"
"Ahh, e che cavolo! Ma tu vulive ‘a pippa, ‘a pippa, ‘a pippa…"
"Batta pippa!Ora tutti i gatti"
"Nella cantina di un palazz.."
"Ora batta tutti i gatti, cassone dell’ovo"
Chissà poi perchè la chiama canzone dell’ovo. Mistero.
"Alouette, gentille alouette.."
"Ora batta, mamma. Ora canta il bimbo…"
Inutile dire che l’addormentamento rituale cantato ci spaventa a tutti quanti.
Può andare avanti per ore e non portare a nulla. Può anche generare unNano ipercinetico che scende dal letto come una furia e va a giocarecon il parco mezzi d’opera.
Molto spesso l’epilogo è un Nano sveglio come una lucertola e una mammabeatamente addormentata in un lettone, con un Gig che urla Basta! dalla stanza accanto e un gran treppicare di piedini sul pavimento.

E menomale che abbiamo anche noi i nostri rituali della nanna. Senza di essi, saremmo una famiglia finita.

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