9 settembre 2008 – Primo colloquio “in solitaria”



Reduce dauna settimana di stralavori in casa (imbiancatura e "trasloco"interno di alcune stanze, senza nessuno ci tenesse i bambini!) e da una notteinsonne causa zanzare e Daniel agitatissimo nella stanza nuova, nonché al primogiorno di un ciclo più doloroso del solito, ieri mi sono alzata dal letto chegià ero uno straccio e sono andata, sola soletta, all’atteso e temuto primocolloquio "vero" con la psicologa.

Tema: io, la storia della mia vita, l’infanzia, gli studi, i rapporti con igenitori e i fratelli, la nostra storia di coppia (conoscenza, innamoramento,qualità/difetti del coniuge, "gestione" attuale della famiglia edella coppia), i rapporti con la famiglia del coniuge, il lavoro. 

Non sono per niente soddisfatta.
Non è stato tragico, anche se il mio abituale spirito critico post-esame tendeora a farmelo vedere così e a precipitarmi nell’angoscia più assoluta, maobiettivamente poteva andare molto meglio, ho detto cose e le ho dette in unmodo tale che sicuramente non posso avere fatto una grande impressione. 
Ero tentennante, ero insicura, ero superficiale, alla fine del colloquio sonoandata in palla completa e non sapevo cosa dire, stile blocco da mente vuotaall’esame…. 

Insomma, una pessima figura! 
Per fortuna gliel’avevo detto all’inizio, che sono timida e nelle situazioni distress reagisco male. 
Anche se pensandoci meglio… una che vorrebbe avere tre figli e non regge allostress non è che si presenti molto bene!

Beh, ora posso solo sperare che la psicologa sia brava davvero, e sia riuscitaa intravedere qualcosa oltre la mia imbranataggine. 

Fra tre settimane il prossimo colloquio, 
giuro che mi preparo parlando ad alta voce davanti allo specchio! 

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