Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.
Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio.
Allergie ed intolleranze
Parlare di allergie e intolleranze alimentari significa fare chiarezza su un problema che attualmente interessa mediamente il 3% della popolazione adulta e il 6% di quella infantile. Tali percentuali, negli ultimi decenni, sono in continuo aumento con una tendenza che non accenna affatto ad invertirsi, anzi.
Gli alimenti possono generare reazioni avverse per molti motivi. Esistono reazioni allergiche propriamente dette, sempre dovute a meccanismi immunologici e generalmente dose-dipendente, che si manifestano con sintomi spesso eclatanti, a poca distanza dall'assunzione dell'alimento e non sempre a carico del solo apparato gastroenterico (per esempio: non solo diarrea e dolori addominali nell'allergia al latte vaccino ma anche eczema e asma ecc.)
Viaggi in auto con i bimbi
2000 km in Portogallo? 3000 km in Norvegia? 6000 km in America? No, io con mio figlio non potrei mai farlo!
Puntuale, al ritorno da un viaggio, c’è sempre qualcuno che, dopo avermi chiesto quanti chilometri abbiamo percorso, subito passa al contrattacco dicendo che con suo figlio sarebbe impossibile… ecco perché non viaggia più!
E io dentro di me rido, perché il mio interlocutore ignora che ho due figli che sono uguali ai suoi, a tanti altri bambini, anzi, forse un pochino più vivaci della media, tanto per non farci rilassare troppo!
Biblioteca
Vademecum ai libri che abbiamo trovato più interessanti.
Avere un figlio con problemi legati al sonno può mettere a dura prova qualsiasi genitore. Se una simile prova va affrontata, giova disporre di una vasta gamma di informazioni, nella ricerca della soluzione adatta al caso specifico. Questo libro è un utile strumento in tal senso.
Da una parte fornisce dati basilari, sulle caratteristiche del sonno infantile, su ciò che può turbarlo, sulle varie teorie elaborate a riguardo dagli esperti. Dall'altra offre consigli pratici, dai più noti (i rituali della nanna) ai più inusuali (il ricorso all'osteopatia). Non mancano le indicazioni per ottenere ulteriore aiuto, on line, con testi di approfondimento, o ricorrendo a professionisti e associazioni.
Una riflessione che ha i toni della fiaba ma va dritta al punto:
l'omologazione degli stili di vita e dei pensieri, l'indifferenza verso la natura che ci circonda, la solitudine delle voci fuori dal coro. Susanna Tamaro ,però, lascia uno spiraglio di speranza: forse la volontà individuale può cercare di guarire un mondo malato e corrotto.
I messaggi di questo genere comunicano al figlio che i suoi sentimenti o i suoi bisogni non sono considerati importanti e il non sentirsi accettato o il temere il potere del genitore possono provocare in lui sentimenti di risentimento o rabbia.
Chi è la primipara attempata? Fino a qualche decennio fa, tale veniva definita anche la malcapitata che iniziava la sua avventura di mamma a un'età che attualmente è nella media nazionale. Oggi è un termine desueto che Anna Magli usa quasi per gioco, nel suo breve romanzo "Mammina vecchia fa buon brodo", onde raccontare le quarantenni per caso o per scelta precipitate nel vortice della prima maternità. Un vortice fatto di molte gioie e qualche affanno, le une e gli altri dipinti con ironia.
A nome di tutte le mamme per nulla (o un po' meno) stagionate, devo ringraziarla per le caratteristiche di sicurezza e naturale immedesimazione nel ruolo che sembra concederci, nel confronto con la protagonista. Mi tocca però disilluderla: alcuni dei lati ansiogeni a lei sola attribuiti hanno portata più vasta, dipendente dall'indole e non dall'età.
Oggi, incinta da quattro mesi, sono una convinta sostenitrice dell'allattamento al seno ad oltranza, dei figli nel lettone, delle coccole a profusione, del rispetto del bambino come essere umano, e sono assolutamente contraria a ogni forma di punizione corporale.
Non sono sempre stata così, perché figlia di una cultura che ritiene che i bambini siano esseri furbi e inclini al "vizio", laddove il vizio non è rappresentato da alcool e sigarette ma da gesti innocenti come il desiderio di stare in braccio, di dormire accanto alla loro mamma, di essere coccolati, di succhiare dal seno non solo per nutrirsi ma anche per consolarsi, calmarsi, addormentarsi.
Vizi terribili che vanno scoraggiati con fermezza o i nostri figli saranno eternamente attaccati alle nostre sottane, poco indipendenti e incapaci di stare al mondo. E per questo siamo convinti di non poter crescere un figlio senza un manuale di istruzioni.
Leggiamo libri di puericultura, ci facciamo incantare dall'esperto di turno, ci facciamo convincere che sicuramente ha ragione lui. Salvo poi arrenderci di fronte ad un pianto disperato che spezza il cuore, fare tutto il contrario di quel che c'è scritto sul tale o tale altro manuale e sentirci genitori terribili che non sanno imporre la disciplina ai figli e far capire loro chi comanda.
Nonostante ci dichiariamo emancipati e aperti e parliamo di argomenti come il sesso con assoluta naturalezza, il binomio mamma-bambino o genitore-bambino è qualcosa intorno al quale ci sono ancora moltissimi e inutili tabù.
Per fortuna c'è lui, Carlos Gonzales: pediatra di Barcellona, tiene corsi sull'allattamento per personale sanitario, è fondatore e presidente dell'associazione Catalana per l'allattamento e traduce e scrive libri sull'argomento.
Ma prima ancora di essere pediatra, Gonzales è un padre che a un certo punto ha scelto di prendere un periodo di aspettativa per stare con i figli, per vederli crescere e crescere insieme a loro.
Gonzales di tabù ne ha uno solo: i figli non si picchiano perché "ci sono cose che semplicemente non si fanno".
Il suo primo libro, Besame mucho, dovrebbe diventare un testo da diffondere e regalare a tutte le donne (ma anche agli uomini). Non soltanto alle mamme o alle donne in attesa ma anche alle nonne, le zie, le vicine e a quante tra parenti, amiche o semplici conoscenti "sanno tutto loro" e qualunque cosa noi facciamo loro la farebbero meglio. Besame muchonon è un manuale di puericultura, è un manifesto dei diritti del bambino, è un libro in cui una volta tanto l'autore ha il coraggio di mettersi davvero dalla loro parte e prendere una posizione chiara ed estrema perché, come scrive l'autore, "molte volte la virtù sta a un estremo".
Gonzales non insegna alcun metodo, non assicura che i nostri figli dormiranno dieci ore per notte grazie a lui né che diventeranno dei piccoli lord o che non combineranno mai alcun guaio.
Però ci dice perché i bambini piangono, perché vogliono stare in braccio, perché hanno paura del buio o di rimanere soli, perché a un certo punto iniziano a svegliarsi più spesso e per quale motivo ci sono bambini che fanno "pipì a letto" per molti anni e anche che tutto questo è assolutamente normale.
Gonzales prende le teorie di tanti gli esperti o sedicenti esperti di questo secolo e di epoche precedenti e la cui influenza è ancora forte ai giorni nostri e le smonta puntualmente. Distrugge i luoghi comuni.
E a mano a mano che si va avanti con la lettura si sorride, si sorride tanto perché quest'uomo sa essere ironico e pungente, sa toccare corde profonde, ma anche perché ci fa sentire liberi di seguire il nostro istinto, di amare, di coccolare. Ci fa sentire normali e giusti anche se non abbiamo un figlio che obbedisce a ogni ordine, anche se dorme nel lettone, anche se lo prendiamo in braccio ogni volta che piange.
Compratelo, leggetelo, regalatelo ai genitori che conoscete, a quelli che stanno per diventarlo, ai vostri genitori ormai nonni, donatene una copia alla biblioteca del vostro Comune.
Perché "i giorni più felici di tuo figlio stanno per arrivare. Dipende da te".