Io odio Estivill!

Parliamo chiaro, da genitore a genitore, con un pizzico di sana schiettezza.

Cosleeping

Il sonno condiviso, le coccole prima di addormentarsi, il risveglio accanto a chi amiamo: per me, è pura magia. E chi, più del nostro bambino, merita questa vicinanza e sicurezza? In un mondo che corre veloce, il momento della nanna dovrebbe essere un porto sicuro, non un’esperienza di solitudine.

Provate a immaginarvi bambini. Siete svegli nel cuore della notte, un silenzio assordante vi circonda, interrotto solo da ombre minacciose proiettate da oggetti familiari. Le sbarre del lettino sembrano una prigione, i peluche prendono vita con espressioni inquietanti. La paura vi stringe il cuore.

La cosa più naturale è chiamare chi amate di più: la vostra mamma. Un pianto, prima sommesso, poi sempre più forte, è l’unico strumento a vostra disposizione. Finalmente, una figura appare sulla porta. Sussurra parole dolci, vi accarezza e… se ne va. La richiamate, con tutta la forza dei vostri polmoni. Tarda ad arrivare. Quando riappare, il sollievo è immenso. Le tendete le braccia, il vostro cuoricino batte all’impazzata. Ma lei sorride, vi dice tre parole e di nuovo scompare. È un incubo?

La disperazione cresce. Non ha capito la mia paura? Non ha visto le mie lacrime? Perché non mi risponde? Non tornerà più? L’hanno presa i mostri? Prima c’era, ora no. Piango, distrutto, deluso, sconfitto. Prometto a me stesso che non la chiamerò mai più. Mi rassegno al silenzio, alla solitudine di un buio che non capisco.

Poi sentite le voci. La mamma sta parlando con il papà. “È stato un successo!”, dice. “Non piange più, è diventato bravo. Questo metodo è infallibile. Deve imparare a essere grande, anche se ha pochi mesi. Lo faccio per lui, me l’ha detto quel dottore, quel tale Estivill.”

Ecco, questa è la prospettiva di un bambino che sperimenta un metodo di addormentamento basato sull’estinzione del pianto. Nel 2026, la scienza dello sviluppo infantile è chiara: ignorare il pianto di un bambino non insegna l’autonomia, ma la rassegnazione. Crea un senso di abbandono che può influenzare l’attaccamento e lo sviluppo emotivo. I bambini non manipolano; comunicano un bisogno.

Fortunatamente, oggi abbiamo una maggiore consapevolezza e strumenti per supportare il sonno sereno dei nostri figli, rispettando i loro bisogni. Molti genitori optano per soluzioni come le culle co-sleeping, che permettono vicinanza e sicurezza senza condividere il letto matrimoniale, o si informano attraverso libri sul sonno dei bambini che promuovono un approccio gentile e responsivo. Ricordiamo che ogni bambino è un individuo e merita una risposta amorevole e presente.

È tempo di ascoltare il nostro istinto e la scienza: i nostri figli meritano una genitorialità che li comprenda e li accolga, anche di notte.

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3 commenti su “Io odio Estivill!”

  1. Ahahah!!!
    Avrei voluto scriverlo io questo pezzo…penso le stesse identiche cose!
    Quando mi è capitato tra le mani quel libro “Fate la nanna” ho pensato : “chi è questo pazzo!?!”
    Poi fortunatamente ho trovato il libro FACCIAMO LA NANNA di Grazia Honegger Fresco, meraviglioso, smonta le teorie del primo parola per parola!
    Lo consiglio a tutte e w il family bed!
    NOI !

  2. Mi sono appena iscritta e.. mi piace!!!
    Io ho travato molto utile FATE LA PAPPA sempre di Estivill. Mia ha aiutata a fare diventare l’ora della pappa molto costruttivo e rilassante a differenza di prima che era una lotta fra tv, giochi e devi, devi, devi….
    Ora si siede volentieri sulla sua sedia, mangia con tranquillità da sola e non chiede pasti altrenativi.
    Per quel che riguarda la nanna ho capito (per quel che riguarda mia figlia) che crescere la sta facendo cambiare, dal momento che si svegliava 5-6 volte chiedendomi il biberon a due anni d’età, ora che ne ha tre non si sveglia più e dorme da sola nel suo lettino cosa che non le ho mai cercato di far fare io ma ha sperimentato da sola . L’ho solo aiutata raccontandole che ero lì se ne aveva bisogno e che doveva stare tranquilla perchè nei suoi sogni sarebbero arrivati degli angioletti a giocare e ora se le chiedo di dormire con me nel lettone è un NO GRAZIE MAMMA… voglio sognare gli angioletti che giocano con me!

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