| Alimentazione monotona a due anni |
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| I nostri specialisti on-line - Scrivi alla Pediatra | |||
| Scritto da Gina | |||
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Gentilissima Dottoressa,
Le scrivo per esporle un problema. Ho una bimba di venticinque mesi (peso 12 kg, altezza nella media) sana e vivacissima. Da quando ha circa 12 mesi ha avuto un rifiuto nei confronti del cibo (mai stata una grande mangiona) e ha iniziato a rifiutare tutto ciò che le veniva proposto e che prima mangiava, tranne i seguenti alimenti:pasta bianca (solo con olio no parmigiano) wurstel di pollo lessato, prosciutto cotto,formaggini mio, pane e focaccia. la mattina beve latte, biscotto e nel latte un vasetto di pera frullata
Nel tuo caso le ragioni della controparte da poter accettare e rispettare sono, per esempio, il desiderio di mangiare "in bianco", cioè pasta con olio e parmigiano: piatto semplice, nutriente e digeribile. Inutile quindi accanirsi tutti i giorni per modificare questo desiderio visto che è innocuo e che sicuramente sarà relativamente transitorio, così come non vedo nulla di male nel dare alla bimba focaccia o latte con biscotti e frutta, visto che si tratta di alimenti che comunque fanno parte dell'alimentazione quotidiana della stragrande maggioranza dei bambini - e non solo - anche quando non sono di gusti difficili. Diverso è il caso dei wurstel o del prosciutto, che sono buoni alimenti ma devono essere variati e alternati con pesce, legumi, ecc. Naturalmente esiste il problema frutta e verdure, che non devono mai mancare nell'alimentazione quotidiana e anzi devono essere assunti più volte al giorno. La politica consiste quindi nel fare accettare alla piccola, non tanto la pasta o il riso conditi diversamente da olio e parmigiano, quanto altri tipi di pietanza oltre a wurstel, ecc. e per fare questo ogni mamma dovrebbe inventarsi il suo stratagemma, o mascherandoli sotto forma di polpette nelle quali wurstel e un altro tipo di carne saranno mischiati assieme, magari unendo verdure, oppure dando il secondo prima del primo piatto, oppure con un piccolo ricatto tipo: se mangi questo poi ti regalerò ecc. ecc. - metodo da usare solo ogni tanto - oppure non sostituendo un piatto rifiutato con un altro preteso dalla bambina - come suggerito da tuo marito - e così via. Ricorda che una cena saltata ogni tanto non ha mai compromesso la salute di nessuno e quando il rifiuto di un cibo è dovuto a capriccio è un sistema piuttosto efficace, mentre quando il rifiuto dipende da una vera e propria idiosincrasia verso quell'alimento, il digiuno non sarà efficace e il bambino continuerà a rifiutarlo, così sarà un modo per capire realmente dove inizia il capriccio e dove, invece, si può dare credito al bambino. L'atteggiamento corretto è quindi quello di non vivere i gusti restrittivi della bambina a questa età come un problema ansiogeno, di rasserenarsi e con uno stato d'animo tranquillo e anche un po' scanzonato, ma comunque non ansioso, cominciare ad avvicinare la bimba ad un modo di alimentarsi uguale a quello degli altri componenti della famiglia, non solo pretendendo che la piccola sia la sola ad adeguarsi ma, magari, ogni tanto, preparando una salutare pasta olio e parmigiano anche per voi genitori oppure un bel piatto unico dove prenderanno posto vari mucchietti sia di pasta o di riso che di verdure gratinate, puré, wurstel e così via... una specie di piatto globalizzato che possa incontrare i gusti di tutti e dove tutti saranno liberi di assaggiare quello che vogliono. Anche abituare la bimba a mangiare a tavola assieme a voi può essere un buon sistema così come, ovviamente, l'inserimento al nido in modo che possa consumare i pasti assieme ai suoi coetanei, facendola sedere a fianco ad un bambino dai gusti più semplici e dall'appetito robusto. Naturalmente anche un sano appetito aiuta ad accettare di tutto, quindi bisognerebbe bandire dolci e fuori pasto di qualsiasi tipo e regolare bene l'alimentazione della bimba. Un caro saluto, Daniela
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