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  • Fate la nanna... con la mamma

     

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     Quando ero incinta di Sofia, la mia prima bimba, ho comperato Fate la Nanna di Eduard Estivill, su consiglio di una amica che me lo descriveva come miracoloso. L'ho letto due volte: in gravidanza e dopo il parto. Lo trovai interessante e praticabile.

    Alcune cose in effetti sono interessanti, come ad esempio il fatto che ai neonati vada insegnato a distinguere fra giorno e notte, ovvero la nanna diurna può essere fatta con la luce, con rumori, con musica, mentre la nanna notturna deve essere fatta in un ambiente silenzioso, buio. 

Acuirsi dei disturbi del RGE? PDF Stampa E-mail
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Scritto da Sarah   

Gent.ma dottoressa,

sono la mamma di un bimbo di 3 mesi e mezzo affetto da RGE che da appena un mese ha "imparato" di nuovo a dormire nel suo lettino, dopo 2 mesi passati in braccio a me giorno e notte!

Immagino che in parte il fatto sia dovuto alla terapia farmacologica che lo sta aiutando molto (lansoprazolo 15 mg).

Il bimbo ora dorme nel suo lettino (con materasso inclinato a 30°) la notte e anche per i riposini pomeridiani, ma da qualche giorno, soprattutto in concomitanza del sonnellino della tarda mattinata o del primo pomeriggio, si risveglia disperato urlando in modo inconsolabile. Non è fame perché non si calma col biberon. La nostra paura è che possa trattarsi di un acuirsi dei disturbi di RGE.

Qual è la sua idea in merito? C'è qualcosa che possiamo fare quando succede?

Grazie mille per i suoi preziosi consigli.

Sarah


Potrebbe trattarsi, effettivamente, di reflusso, ma per capire meglio, sarebbe opportuno, credo, in occasione dei sonnellini mattutini e pomeridiani, farlo dormire in un luogo tranquillo con un adulto vicino che può valutare se i risvegli sono graduali e il pianto, magari, può dipendere dal fatto che aprendo gli occhi non trova nessuno vicino, oppure sono improvvisi e si può dire che inizi a piangere ancora con gli occhi chiusi e non completamente sveglio.

In questo secondo caso, le ipotesi possono essere due: un dolore acuto improvviso (esofagite da reflusso?) o un brutto sogno, ma propendo più per la prima ipotesi.

I consigli sul da farsi dipendono dal corretto inquadramento del motivo del pianto che, se è accompagnato da lacrime, quasi sicuramente è dovuto a dolore.

Se prima del pianto inconsolabile dovesse avere un risveglio piuttosto graduale con versetti o movimenti o stiramenti, io lo prenderei in braccio delicatamente prima che inizi a piangere e valuterei il suo comportamento: se questa premura non impedisce il pianto, se inarca il tronco e si butta in dietro, se rumina come se avesse qualcosa in bocca, se ha una tossetta strana, probabilmente è reflusso e la terapia può essere anche modificata, altrimenti, con l'osservazione attenta del comportamento del bimbo, vanno ricercate altre cause.

Un caro saluto,

Daniela

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