Mangiar sano PDF Stampa E-mail
Daniela Sannicandro - Pediatra   
January 2010
 Pappa
Mettere insieme ogni giorno pranzo e cena, anno dopo anno, con buon senso e creatività, non tanto dal punto  di vista economico quanto piuttosto ideativo, è una delle tante sfide impossibili con le quali le buone madri di famiglia fanno i conti da sempre. Anche se adesso la scuola a tempo pieno e gli orari di lavoro non-stop danno un aiuto importante e dimezzano il problema, portare in tavola tutti i giorni cibi sani e nello stesso tempo gustosi e ben assortiti, adatti alle esigenze di tutta la famiglia, non è cosa facile.

Talvolta poi i bambini hanno idee del tutto particolari su ciò che vogliono e non vogliono, idee che non sempre, se non quasi mai, sono in linea con i principi di una alimentazione sana e bilanciata. E anche i pediatri, dopo il primo periodo dello svezzamento durante il quale la dieta dei bambini viene controllata a vista, quando il piccolo si avvicina al secondo anno di vita e mangia ormai un po tutto come i grandi, si limitano a prescrizioni e limitazioni sempre più generiche tenendo soprattutto d'occhio la buona crescita e il soprappeso senza troppo curarsi, a volte, di dare sufficienti indicazioni e strumenti alla mamma per raggiungere e mantenere questi obiettivi. A volte si invoca un miracolo, un'idea nuova, geniale e risolutiva, che permetta di rimettere in moto una fantasia materna spompata dai troppi tentativi infruttuosi di far mangiare l'inappetente e frenare l'ingordo, mantenendo pur sempre i tanto decantati sani principi di una corretta alimentazione.

Eppure mangiar sano è fondamentale sia per i grandi che per i piccini, e chi impara a farlo sin da bambino lo continuerà a fare più facilmente anche da adulto.

Ma noi, in realtà, perché mangiamo?

Se ci fosse sincerità assoluta, le risposte a questa domanda sarebbero tante quante sono le sostanze commestibili su questo pianeta! Ma il cibo ha un unico reale e vero valore, quello di nutrire il corpo nel modo migliore affinché questa macchina meravigliosa possa funzionare e dare il meglio di se il più a lungo possibile.

La prima cosa da fare sarebbe quella di comportarci come nei primi mesi della nostra vita: mangiavamo esclusivamente in base ai segnali di fame, di sete e di sazietà provenienti dal nostro corpo che allora sapevamo ascoltare e decodificare perché la nostra mente era libera e pulita, non ancora ingombra da infinite sovrastrutture acquisite e da comportamenti suggeriti dall'esterno, da chi, soprattutto, non ci vuole bene. Nel neonato e nel lattante la ricerca del seno è, si, investita di tantissimi significati, ma la suzione esclusivamente a scopo nutritivo, il succhiare e non il semplice ciucciare, non si attua se il senso di fame non invia segnali idonei. Provate ad alimentare un lattante sazio, vi sputerà il latte da tutte le parti e se insistete vincerà comunque lui!



 
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