Le convulsioni febbrili PDF Stampa E-mail
Cucciolandia - Dispense di pediatria
Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra   
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Le convulsioni febbrili
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termometro Il bambino ha la febbre, forse i genitori non se ne sono ancora accorti perché la temperatura comincia a salire proprio ora. Improvvisamente il bambino perde conoscenza, si irrigidisce, comincia a scuotere spasmodicamente braccia e gambe, il suo sguardo si perde nel vuoto poi i bulbi oculari si girano verso l’alto;  oppure è come se il bambino si lasciasse andare, la sua muscolatura perde tono e il corpo si accascia ovunque si trovi: seduto a tavola si appoggia sul tavolo o sulla sedia e scivola in terra lentamente; in braccio alla mamma si abbandona come svenuto. In ogni caso, per alcuni minuti è pallido, a volte anche freddo, la cute può presentare marezzature bluastre, non risponde ai richiami.

Sono le convulsioni febbrili: terrorizzano i genitori ad ogni episodio di febbre alta del loro piccolo, terrorizzano i genitori di un bambino che ha già presentato un primo episodio convulsivo in occasione di febbre anche quando ben rassicurati dal medico sulla benignità e la mancanza di conseguenze dell’episodio stesso.

Ma cosa sono le convulsioni febbrili?

Si tratta di una particolare reazione di tipo irritativo del sistema nervoso centrale ancora immaturo e insufficientemente mielinizzato di alcuni bambini particolarmente sensibili allo stimolo eccitatorio costituito da un brusco rialzo termico. Si può infatti manifestare anche con febbre non particolarmente alta, poco più di 38,5°C, purchè il passaggio dallo stato non febbrile allo stato febbrile avvenga bruscamente, nell’arco di meno di un’ora per esempio. I bambini sono particolarmente soggetti a rialzi febbrili, specie nei primissimi anni di vita e per tutta l’età prescolare, in modo particolare in alcune stagioni dell’anno. Il loro sistema immunitario è in continuo fermento perché vengono in contatto continuamente con nuovi virus e nuovi batteri dai quali devono imparare a difendersi e i loro meccanismi di regolazione della temperatura, inoltre, non sono ancora perfettamente funzionanti. D’altra parte la febbre svolge una efficace azione difensiva e affianca egregiamente l’attività del sistema immunitario: è per questo che non deve fare paura e non andrebbe  abbassata appena si presenta ma, per quanto possibile, lasciata agire, a meno che non sia fonte di soggettivi disagi mal sopportati come forte mal di testa o malessere che limita le normali attività del bimbo (dolori diffusi, prostrazione, ecc.). Bisogna sapere che la febbre non trattata non sale all’infinito: dopo una prima fase dove predomina la vasocostrizione periferica con senso di freddo e brividi (momento in cui la febbre sale e il sangue si concentra nelle parti centrali del corpo, mani gelate e addome o fronte bollenti), subentra intensa vasodilatazione periferica (inizio della fase di dispersione del calore corporeo), mani calde e asciutte e infine sudorazione profusa (secondo meccanismo di dispersione del calore). La febbre non provoca convulsione in quanto tale, ma solo il suo rapido aumento e solo nei soggetti predisposti (a volte vi è famigliarità).

Cosa fare allora in caso di febbre alta?

In attesa di valutare l’opportunità di somministrare farmaci:

 

1) Scoprire il bambino e lasciarlo con indumenti leggeri

2) Nella fase della sensazione di freddo e brividi avvolgerlo con una copertina non pesante e attendere

3) Applicare impacchi freddi asciutti come la borsa del ghiaccio sulla testa o sotto le ascelle o un asciugamano tenuto in freezer per un po in precedenza su gambe e braccia

4) Se si usano impacchi umidi che siano a temperatura tiepida e non fredda come per gli impacchi asciutti: sono sostituibili da un bagnetto a temperatura 37°C per 15 minuti se le condizioni del bambino lo consentono.

5) Dare da bere molta acqua fresca o bibite leggermente zuccherate sempre fresche compreso un ghiacciolo se il bambino lo accetta

Questi accorgimenti sono in grado di ridurre la temperatura anche di più di un grado senza uso di farmaci, ma se fossero indicati a causa di malessere mal sopportato, si somministra paracetamolo (tachipirina). Si raccomanda di non usare aspirina prima dei 12 anni in caso di febbre dovuta a presunta infezione virale per la possibilità che si sviluppino effetti collaterali anche gravi come la sindrome di Reye.

6) Coccoloterapia e riposo fanno parte integrante della cura.



 

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