| Alimentazione dopo lo svezzamento |
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| Cucciolandia - Dispense di pediatria | |||||||
| Scritto da Daniela Sannicandro - Pediatra | |||||||
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Compiuto
il primo anno di vita, il bambino riduce notevolmente e mantiene costante la
sua velocità di crescita fino alla pubertà: in questo lungo periodo, i suoi
fabbisogni alimentari saranno quindi, in proporzione, più contenuti rispetto a
quelli dei mesi precedenti e anche il suo appetito subirà una fisiologica
riduzione.
E' opportuno che i genitori si rendano conto di ciò e non forzino i loro figli a mangiare per forza oltre le loro esigenze. Dopo la prima infanzia, inoltre, l'alimentazione richiede schemi meno rigidi; ciò non toglie che l'attenzione sulla loro corretta alimentazione non debba venir meno, tenendo conto del loro individuale fabbisogno calorico e di nutrienti specifici che varierà, non solo in base all'età, ma anche in base al sesso, al peso, alla costituzione, all'attività fisica e al clima. Il bambino ora mastica e deglutisce bene ed è anche più curioso di assaggiare nuovi sapori: lasciarlo libero di scegliere liberamente quantità e qualità dei cibi secondo il suo appetito sarebbe altamente educativo se fossimo certi della sua capacità di ascoltare con precisione i suoi reali fabbisogni energetici e nutrizionali. L'esperienza dice, invece, che il bambino troppo assecondato assume spesso comportamenti alimentari non idonei, condizionato da abitudini alimentari magari errate, da distorti indirizzi educativi e da invadenti e subdoli messaggi pubblicitari indirizzati in modo particolare all'infanzia più che al mondo adulto. Così come un bambino alimentato in maniera troppo rigorosa, monotona e simile ai mesi precedenti, può presentare un notevole disinteresse per il cibo fino all'anoressia. I principali errori alimentari sono comunque, prevalentemente, dopo il secondo anno di vita, un eccessivo apporto calorico giornaliero, una eccessiva introduzione di cibi proteici (circa il doppio del necessario!) con proteine prevalentemente di origine animale (troppa carne, formaggi, uova e spesso anche troppo latte che si va a sommare ad altri cibi solidi fortemente proteici), un eccessivo apporto di grassi prevalentemente saturi e non polinsaturi, un eccessivo apporto di colesterolo, una introduzione di carboidrati a volte insufficiente ma soprattutto un eccesso di zuccheri semplici contenuti nei dolci rispetto a carboidrati complessi di pane e pasta, uno scarso apporto di frutta e di fibre. Questi squilibri nutrizionali, con netta prevalenza di grassi e proteine a scapito dei glucidi, rappresentano i più comuni fattori di rischio per l'instaurarsi di malattie degenerative quali l'aterosclerosi, l'ipertensione e l'obesità, tipiche dell'età adulto-avanzata. Considerato il notevole, rapido allungamento della vita nei paesi industrializzati dei quali il nostro fa parte, per assicurare una lunga vita ma soprattutto una vecchiaia serena e una qualità di vita ottimale alle generazioni future, l'attenzione sull'alimentazione dei nostri figli e il costante aggiornamento sulle più recenti raccomandazioni nutrizionali è un impegno al quale ormai nessun genitore che abbia veramente a cuore, e non solo a parole, il bene dei propri figli, può più sottrarsi. Al compimento del primo anno di vita, le femmine pesano mediamente 9,500-10 kg ed i maschi 10-10,500 kg. Da questo momento la loro velocità di crescita sarà più che dimezzata rispetto ai mesi precedenti e l'energia da introdurre con gli alimenti destinata all'accrescimento dovrà essere ridotta di conseguenza, almeno fino alla pubertà. I mattoni dell'accrescimento sono fondamentalmente le proteine, esse dovranno quindi essere ridotte in proporzione, mentre dovranno essere aumentati i carboidrati destinati a fornire energia di pronto impiego per l'aumentata attività fisica tipica di questi anni.
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