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Scritto da Lidia
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Lunedì 06 Febbraio 2012 14:46 |
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Sono le quattro del mattino, e non riesco a dormire. Ci sono 40 gradi nella stanzetta che ci hanno prestato qua nell'orfanotrofio e da ore ho dolori alla schiena e al ventre. So che sono le prime contrazioni, ma so anche che non è ancora il momento di svegliare Mauri che, chissà come, riesce a dormire anche se galleggia in un lago di sudore accanto a me.
Siamo qui da due settimane ad aspettare che arrivi il nostro bimbo: abitiamo nella savana dello Zambia e non potevamo certo aspettare l'ultimo minuto per farci i 300 Km che distano dal primo ospedale degno di questo nome. Sono state due settimane di attesa, ma anche molto intense, perché qui ci sono 25 bimbi sotto i cinque anni che si sono lasciati coccolare ininterrottamente. Ora sento che finalmente ci siamo, il fagiolo sta davvero bussando.
Aspetto le prime luci dell'alba, aspetto di sentire i primi schiamazzi dei bambini, poi mi alzo e mi faccio una doccia ghiacciata. Mauri si sveglia, gli dico che ci siamo: un attimo il panico nei suoi occhi, che subito sparisce quando mi vede, stranamente, serena e tranquilla.
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Scritto da Ilaria
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Sabato 28 Gennaio 2012 09:30 |
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Molti allattamenti finiscono controvoglia a causa di medici allarmisti oppure non aggiornati. Perché? Perché la mamma deve curarsi e il medico in questione reputa che la medicina non sia assolutamente compatibile con l'allattamento, e quindi si rifiuta di prescrivere una cura alla mamma se questa non smette di allattare. Si può capire quanto un allattamento finito in questa maniera possa essere traumatico, per mamma e bimbo, perché deciso da altri, perché immediato, perché SBAGLIATO.
I farmaci davvero incompatibili con l'allattamento, nonostante i bugiardini delle medicine sembrino smentirlo, sono pochissimi.
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